Il seminario è articolato in due appuntamenti che si terranno domenica 8 e domenica 15 novembre dalle ore 10 alle 17.
Il seminario dedicato alle Baccanti di Euripide alla Libreria Rotondi proporrà un’esperienza di lettura condivisa della tragedia greca, intesa innanzitutto come “testo sacro”, ovvero come testo essoterico e iniziatico, un testo, per così dire, di “pedagogia orfeo-dionisiaca”.
Come ci ricorda Pierre Hadot, parafrasando Goethe – “La gente non sa quanto tempo e sforzo costi imparare a leggere. Mi ci sono occorsi ottant’anni, e non sono neanche in grado di dire se ci sia riuscito.” (Esercizi spirituali e filosofia antica, Einaudi, Torino 2005, p. 68) –, leggere profondamente è una delle capacità più difficili da acquisire: richiede tempo, attenzione e la disponibilità a lasciarsi interrogare da ciò che si legge. A partire da questa consapevolezza, il seminario introdurrà anche – non solo – alla pratica della lectio philosophica, una forma di lettura meditativa che invita a sostare nel testo, ad ascoltarne le parole e le immagini, e a lasciare emergere significati che una lettura frettolosa rischia di trascurare.
Non saranno necessarie conoscenze pregresse di filosofia o di lingua greca antica. Il lavoro si svolgerà attraverso la lettura guidata di alcuni passi scelte di Baccanti, unita al confronto tra i partecipanti e l’esplorazione condivisa delle domande suscitate dalla tragedia. L’obiettivo non sarà tanto quello di raggiungere un’interpretazione univoca, ma piuttosto di sviluppare un’attenzione capace di accogliere la complessità del testo e la pluralità delle sue possibili risonanze – biografiche, politiche, cosmogoniche e transdisciplinari.
Al centro dell’indagine sarà la figura di Dioniso, dio-Pan, androgino e animale, dio arboreo, straniero e familiare, che irrompe nella città di Tebe mettendone in discussione gli equilibri attraverso il suo incontro/scontro con Penteo, principe miscredente, il quale ancora tenta di afferrare, controllare e reprimere ciò che non comprende. Particolare attenzione sarà dedicata alla dimensione emotiva e alla forza immaginale del tragico: la coltivazione dello sguardo, la metafora della caccia, la maschera ovvero il teatro nel teatro, il riconoscimento e lo smembramento nel ciclo dionisiaco di vita-morte-rinascita.
La lettura non cercherà di esaurire questi temi, né tantomeno di ridurli a mere psicologizzazioni. Sarà piuttosto un’occasione per riconoscere come la tragedia custodisca domande ancora aperte, capaci di mettere in discussione le nostre certezze e di rendere visibili aspetti contraddittori dell’esperienza umana. La pratica proposta ci sfiderà, infatti, a sostare nell’incertezza senza doverla risolvere immediatamente.
Infine, esploreremo insieme il messaggio oscuro, di certo iniziatico-dionisiaco lasciato proprio dal nostro “socratico” Euripide: il rapporto tra ordine e disordine, tra logos e nous, tra norma e trasgressione, tra vincolo e liberazione. La tragedia ci permetterà, dunque, di esplorare il conflitto tra l’esperienza del dolore e la necessità del suo attraversamento (il tanto noto principio del pathei mathos) riletto attraverso la tematica del benessere comunitario: che cosa è oggi collettività, e come e se la tragedia greca, diversamente riattualizzata, possa ancora contribuire a questo riguardo.
La responsabile scientifica del seminario è Alessandra Filannino Indelicato.
Il Progetto è sostenuto dalla Fondazione Profiri ed è risultato vincitore del Bando Sementi 2026 per il Comune di Roma Capitale

